Lydia Flori di Serramezzana, scomparsa alla
fine degli anni sessanta, era la moglie di Federico
Tesio, l’uomo che ha allevato il cavallo simbolo
dell’ippica italiana - il mitico Ribot – e che
viene considerato il più grande allevatore di
purosangue nel nostro paese e non solo.
Profonda conoscitrice delle linee genealogiche,
Donna Lydia è stata per il marito molto più che una
preziosa consigliera: ha guadagnato sugli ippodromi
italiani ed all’estero una stima incondizionata e
certamente almeno pari rispetto a quella del marito.
Il sangue di Nearco, sua creatura, è nel pedigree del
90 per cento dei vincitori di pattern races.

A lei è intitolata la più importante corsa italiana
di cui sono protagoniste le cavalle al galoppo: il
Premio Lydia Tesio, un appuntamento di alto valore
internazionale che ogni anno, in autunno, riunisce il
meglio delle cavalle da corsa (quest’anno domenica
24 ottobre). La signora Tesio ha anche visto purosangue
correre con le proprie giubbe: anziché la croce di
Sant’Andrea rossa in campo bianco, la giubba di
Donna Lydia, portata da Torbido al trionfo nel Derby,
era gialla.