Il Purosangue

Il cavallo destinato alle corse al galoppo, cioè quello appartenente alla razza del purosangue inglese, è il frutto di un’attenta e costante selezione.
A partire dal 1700 la materia relativa alla selezione della razza e la necessaria certificazione, venne regolamentata con l'istituzione di una
"anagrafe" del cavallo da corsa, nota in Inghilterra come Stud Book. Le autorità ippiche dell'epoca stabilirono che i cavalli da corsa avrebbero dovuto essere in regola dal punto di vista anagrafico e, soprattutto, che alle corse avrebbero potuto partecipare soltanto i cavalli la cui origine fosse certificata e registrata nello Stud Book.
Venivano così fissate le regole per la definizione di una
nuova ed esclusiva razza equina. A partire da quel momento, infatti, la razza del purosangue sarebbe stata incrementata selezionando i migliori tra i maschi e le migliori tra le femmine.
Ma quali furono i cavalli che diedero origine a questa stirpe di corridori?
La leggenda narra che la specie deve le sue origini a 50 giumente accuratamente selezionate per l'aspetto e soprattutto per la loro velocità, note in seguito come Royal Mares, o Madri Reali, e a 3 stalloni arabi il più famoso dei quali, di proprietà di John Darley, è Darley Arabian, dal quale si ritiene che
discenda l'80% dei purosangue.
Accanto all'anagrafe dei purosangue si svilupparono nel tempo le istituzioni che costituiranno le basi dello sviluppo delle corse, nacque cioè il Jockey Club, che in Inghilterra opera nell'intero mondo del galoppo.
Nello stesso momento vennero definiti i regolamenti delle corse, si costruirono i
primi ippodromi, i centri di allenamento e per la prima volta si realizzarono i primi programmi di corse. E' in questo periodo che vennero edificati i templi del turf (il mondo delle corse dei purosangue), tra i tanti ricordiamo i principali, cioè quello di ASCOTT, che dall'inizio del '700 ospitò il Meeting Reale, voluto dalla Regina Anna, quello di EPSOM, nel quale il dodicesimo conte di Derby, Lord Stanley, organizzò, nel 1780, la prima dizione di quella che sarebbe diventata la corsa per eccellenza, il Derby.