Incontro Pubblico: “Come Salvare Capannelle – Ruoli e Responsabilità”

Si è svolto oggi presso la Club House dell’Ippodromo di Capannelle a Roma, l’incontro pubblico: “Come salvare Capannelle – Ruoli e responsabilità”, alla presenza dei numerosi intervenuti in rappresentanza delle Associazioni di Categoria ippiche, Organizzazioni sindacali e politiche.
 
Gli Amministratori della Hippogroup Roma Capannelle Srl e della società controllante Hippogroup Cesenate S.p.A., hanno ricostruito l’evoluzione della grave crisi che ha colpito l’ippica italiana, per effetto della quale hanno chiuso numerosi ippodromi e si sono dimezzati tutti i fattori produttivi del settore: corse, premi, cavalli, operatori ecc.
 
Conseguentemente l’ippodromo romano, nei confronti del quale negli ultimi dodici anni sono stati profusi capitali finanziari per oltre 11 milioni di euro tra investimenti e perdite d’esercizio, ha attraversato momenti difficilissimi, tra cui un “concordato in continuità aziendale” e pesanti ristrutturazioni organizzative che hanno comportato tagli occupazionali.
 
Sono stati analizzati, anche con l’apporto dello Studio Lipani Catricalà e partners i rapporti giuridici con l’Amministrazione Romana proprietaria dell’impianto e con il Ministero delle Politiche Agricole gestore del settore ippico italiano.
 
È stato presentato dallo Studio d’Architettura OBR di Milano il piano di intervento e sviluppo del Parco di Capannelle, presentato dagli attuali gestori al Comune nel 2014 e mai autorizzato. Un progetto nato dal tentativo di investire in attività collaterali all’ippica, che sarebbe in grado di generare risorse utili a mantenere l’equilibrio economico, non raggiungibile con le sole corse.
 
Sono stati ricostruiti gli eventi che negli ultimi mesi hanno provocato una oggettiva delicatissima svolta nei rapporti tra la Società Hippogroup e i due Enti coinvolti.
 
Il Presidente di Hippogroup Ing. Tomaso Grassi, ha concluso sottolineando le difficoltà dell’operare da soli in un regime di precarietà aggravato da comportamenti dell’Amministrazione e del Mipaaf, che non tengono conto degli sforzi profusi, ribadendo la posizione della Società:
 
Il MIPAAF deve, alla luce della continuità del rapporto concessorio, continuare ad applicarci la Convenzione in deroga, come stabilito dall’accordo del 2013 e confermato dalla citata Delibera di Giunta.
Roma Capitale deve programmare urgenti incontri, e approfondire anche con i nostri legali non tanto il nostro diritto al prolungamento della concessione che è scontato, ma la durata dello stesso.
Se tali accertamenti non si esauriranno prima del 15 dicembre p.v., non saremo in grado di garantire, anche per gli ovvi risvolti in tema di responsabilità civilistiche degli amministratori di società di capitali, una gestione in perdita sostanziale e senza nessuna prospettiva di rientro degli investimenti fatti in questi anni.” 
 
Ed ha continuato ribadendo:
 
“Le uniche condizioni percorribili in via meramente provvisoria dovrebbero prevedere:
 
-il blocco di tutti gli investimenti residui previsti dalla concessione funzionale ad un nuovo business plan
-la partecipazione attiva con equo contributo alla onerosa gestione dell'ippodromo per quanto concerne la parte non sportiva, ovvero la custodia e la manutenzione di un consistente patrimonio pubblico che l’assenza di margini sulla gestione sportiva non permette più.
 
Invece, per tutta risposta alle nostre reiterate istanze di proroga a norma del Regolamento Comunale per gli impianti, la Determinazione dirigenziale del 17 novembre u.s. ha rigettato ogni nostra istanza, diffidandoci a rilasciare l’impianto entro il 15 maggio p.v. ovvero nel pieno della stagione principe del galoppo romano.
In tali condizioni, formalmente ben più gravi di quelle che provocarono lo stop alle corse ad inizio anno, riteniamo di poter escludere che il Ministero possa inserire nel calendario di corse 2018 i nostri ippodromi.
Nonostante questo l’Assessore competente ha annunciato di aver convenuto con lo stesso M.I.P.A.A.F. di garantire per tutto il 2018 il regolare svolgimento delle gare e dei concorsi ippici a Capannelle”.
 
Conclude Grassi: “Da tanti anni gestiamo un ippodromo di proprietà di Roma Capitale per conto del Ministero delle Politiche Agricole, ma non dovrebbero tali soggetti collaborare per salvare l’ippica romana e permetterle di ottenere i migliori risultati a livello nazionale e internazionale?”
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